La Grande Illusione

Settembre 2004: Anno Uno Post Beppe.

Signori, s'intende: che nel maggio dell'annata precedente, dopo cinque gloriose stagioni, ha lasciato le Due Torri, generando un pesante vuoto, in termini di eredità, da raccogliere.

Chi prenderà il suo numero dieci, caricandosi al contempo del ruolo di condottiero? Locatelli e Bellucci, i papabili.

Ma anche il giovane Meghni, promessa assoluta delle giovanili, scalpita.

E' il Bologna del secondo Gazzoni: la squadra di un patron stanco, che dopo 11 anni di fila , dopo averne spesi tanti nei novanta, non tira fuori più un euro nemmeno per il caffè.

La metamorfosi da spendaccione a "ricco non scemo" ( cit.) è ormai compiuta:in panchina, chiamato a far miracoli per il secondo anno consecutivo ( e magari lanciare qualche giovane) il Sor Carletto nazionale, che per la prima volta nella sua carriera inter-decennale sotto le Due Torri ( fu già allenatore rossoblù negli anni '80 e '90) non limita la sua permanenza in rossoblù ad una sola stagione.

Il numero 10, per la cronaca, lo prende Locatelli: ma Tomas, pur bravissimo tecnicamente, non ha forse la stoffa necessaria per fare il Grande Leader.

I tifosi sono perplessi: come andrà la prima stagione senza Beppe? C'è grande curiosità, mista a timore: tra le altre cose c'è pure il ritorno di Giacomo Cipriani, l'ex cinno d'oro, che a 24 anni vuole spiccare il volo definitivo, dopo gli infortuni degli anni passati.

Come parte il campionato? 

La prima va male: sconfitta in casa del neopromosso Cagliari.

La seconda pure: sconfitta casalinga col Milan.

Alla terza giornata, a Parma, Mazzone rischia già la panchina: ma per fortuna, contro una squadra inguardabile ( che quell'anno purtroppo tornerà a segnare il destino dei rossoblù), il Bologna porta a casa i tre punti.

Nella quarta sfida, quella infrasettimanale contro la Roma, in casa, Sor Carletto mischia le carte: 3-4-2-1, con Locatelli e il giovanissimo Meghni ( alla prima da titolare), dietro al Cippo unica punta.

Formazione sperimentale, rischiosa, contro una big ( seppur in discesa) come la Roma.

Sotto i portici il pensiero comune è che quella col Parma sia stata una vittoria casuale e che " mercoledì ne prendiamo 4 e si torna coi piedi per terra".

Il solito ottimismo alla bolognese.

Somma, morale della favola: quinto minuto...azione da manuale del calcio.

Nervo sulla destra, cross in mezzo, Locatelli la appoggia di testa a Meghni, che col suo piedino d'oro disegna una traiettoria imparabile.

1-0 Bologna: per il franco-algerino, a vent'anni, primo goal in serie A alla prima da titolare.

Minuto '34: Locatelli fa il mago sul limite dell'area di rigore, servendo una palla pazzesca per Cipriani, che di fronte a Pellizzoli non sbaglia.

2-0, col Cippo che torna a segnare nel suo stadio dopo quattro anni.

Ma non è ancora finita: minuto '37, ancora la premiata ditta Locatelli-Meghni, terzo assist del genio di Bergamo che manda in rete per la seconda volta il francesino.

E' il tripudio: 3-0 dopo neanche i primi quaranticinque, con doppietta di un ventenne e rete di uno di casa nostra ( con assist tutte e tre le volte di Tomas).

E' il Bologna più bello degli ultimi trent'anni: il pubblico del Dall'Ara è su di giri.

Alla fine, nonostante siano costretti a finire la partita in nove, i ragazzi di Mazzone portano a casa tre punti incredibili, col pubblico di fede rossoblù che ancora non ci crede: il giorno dopo il nome di Mourad Meghni è sulla bocca di tutti ( "il piccolo Zidane" lo chiamano), e già si parla di un interessamento del Man United.

Il Cippo che torna a segnare: Locatelli imprendibile.

Sembra l'inizio di una fantastica storia: di un Bologna che potrà dare mille soddisfazioni.

E fino a febbraio-marzo, col settimo posto e in piena lotta per l'Uefa, sarà proprio così.

Poi...lasciamo perdere, che è meglio.

Facciam finta che quell'anno il Bfc sia finito sesto: con Cipriani capocannoniere con 20 reti, Meghni 10, Locatelli re degli assist e un futuro radioso davanti.

Illudiamoci insieme: perchè in fin dei conti, riscrivere la storia, quando la realtà fa troppo schifo, è una pratica gratuita che non fa male a nessuno.

La Grande Illusione.

Bologna-Roma 3-1.