Il Buongiorno si vede dal Mattiello

Buongiorno Bologna: tre mesi dopo si riparte alla grande.

Di più: alla grandissima.

Per il passaggio del turno, ma non solo: anche e soprattutto per gli oltre 13mila del Dall'Ara, a ridosso di Ferragosto. Una bella iniezione di fiducia, per il nuovo corso.

Certo, i prezzi ultra-popolari hanno aiutato in tal senso (5 euro in curva, 10 in tribuna), ma col periodo vacanziero in corso, e una Coppa Italia che notoriamente interessa poco, insomma: si capisce come la voglia di Bfc sia forte e consistente.

E per forza: rispetto all’anno scorso è cambiato tutto.

Dal portiere all’attaccante, dal mister al capitano: e ci voleva, forse, una scossa del genere, per scacciare via i fantasmi della passata stagione. Sì: ci voleva proprio.

Nel pre-partita ecco dunque il giusto tributo alla nuova squadra, inteso come supporto ed applausi: con standing ovation per Pippo Inzaghi, già eroe nazionale.

Da Padova in un migliaio circa: canteranno per tutta la partita, anche a sconfitta acquisita. L’entusiasmo per la serie B ritrovata sostiene il tifo biancoscudato, che torna nella Grassa dopo sette anni: con Bisoli in panchina e Della Rocca in campo, due grandi ex nostrani ( pure Alessandro Capello, bolognese doc).

Il sottoscritto è con amici in tribuna, per una strana prima volta: ed ammetterà l'esito positivo dell'esperienza, vergognandosene forse un poco. Col tempo ci si imborghesisce, può succedere: capita a tutti, prima o poi.

Bene la Bulgarelli, dunque, in formissima: e bene anche gli ospiti, per una cornice, nel complesso, d’altri tempi. Bologna in campo con l'ormai consolidato 3-5-2, come durante tutta la preparazione estiva; con un Palacio già in palla ed un Poli sorprendente a centrocampo. 

Sugli scudi, tra i nuovi, Dijks, autore della seconda rete, e Mattiello, i due esterni che tanto avranno da fare nel modulo di PippoMio: bene anche Calabresi dietro, Skorupski anche se poco impegnato e Falcinelli, davanti, per il lavoro sporco e invisibile.

Da rivedere Pulgar, ancora non in forma ottimale e Dzemaili, che, rete del rigore a parte, sembra non aver ripreso appieno dal Mondiale: ma ci sta. E per il resto comunque bene, perchè l'obiettivo era passare il turno, e dunque missione compiuta.

Poi certo, per il gioco ci sarà da attendere: ma arriverà il momento.

Nel finale entra pure lui, il nuovo idolo: Federico Santander, accompagnato dall'ormai immancabile coro ( "Che ci frega di Ronaldo noi c'abbiamo Santander!"), in un tripudio di ironia bulgnaisa che coinvolge tutto lo stadio.

La punta paraguiana, tra l'altro, entra e per poco non fa il goal del 2-0: che depositerà in rete il collega Dijks. Avesse segnato il Santa, sai che delirio...

Nel finale cori anti-Ferrara, per caricarsi in vista della prima di domenica prossima: poi è la volta di Lucio Dalla, che torna a suonare al Dall'Ara con "L'anno che verrà" dopo tempo immemore ( l'ultima vittoria in casa risaliva a febbraio-marzo...).

Se il buongiorno si vede dal mattino…anzi, dal Mattiello, bè: ci sarà da divertirsi...