Sopra al Chievo: la strana fissa del tifoso bolognese

Sopra al Chievo, a qualsiasi costo: il resto è fuffa, non conta. Storie d'ordinaria follia, storie da Due Torri: dove ossessioni nude e crude si fondono all'aspetto calcistico, fino a dar vita ad un cocktail micidiale. Un pensiero fisso, un' isteria collettiva, partita come scherzo( si spera), fino a seguire la naturale evoluzione di ogni tragi-commedia che si rispetti.             

"Non finiamo mai sopra il Chievo!" disse il tifoso x, il paziente zero. Tutti a ridere.Poi, dopo una, due, tre volte, le risate diventano sempre più isteriche, fino a diventare pianti: porca vacca, è vero. Gli finiamo sempre dietro. Ma sempre eh. Perchè Il gioco bello, si sa, è quello che dura poco: e non è di certo questo il caso. Con una sciocchezza, una battuta, seppur vera, che piano piano si fa strada nell'animo del tifoso, fino a convincerlo che la "maledizione del Chievo" sia una tragedia vera e propria.                                             

Perchè da queste parti facciamo così: ci fissiamo su cazzate prendendole sempre e comuque maledettamente sul serio. Sul serio? Serissimo. Quisquillie, per carità: ma che entrano nell'immaginario collettivo senza più uscirne. Quindi morale della favola, bisogna finire sopra il Chievo, sempre e comunque. La posizione preferita del kamasutra bulgnais? Sopra il Chievo.  Il vero obiettivo stagionale. Profetizzato ogni anno dal piagnisteo rituale: "anche quest'anno il Chievo ci finisce davanti!" e via dicendo. Una frase già entrata di diritto nel gergo cittadino, simboleggiante il maigodutismo intrinseco nel nostro dna: fai che un anno arrivi quarto, quindi qualificato per i preliminari di Champions, ma col Chievo che arriva terzo. Bene, fidatevi: nessuno vorrà festeggiare. Perchè ormai, da queste parti, se la son tutti legata al dito: l'importante è finire sopra il Chievo. E basta. Ormai trattatasi di paturnia, di isteria, di una questione di vita o di morte: mettetela un pò come volete. Ma pare giusto chiedersi...perchè? Perchè un simile delirio? E soprattutto...perchè proprio il Chievo?                            

Per scoprirlo tocca tornare agli albori della sfida: nello specifico a metà degli anni novanta, quando felsinei e mussi volanti s'incontravano per le prime volte nelle serie minori. Stagione '93-'94: campionato di serie C1. Ad ottobre, al Dall'Ara,  la prima sfida della storia tra Bfc e Chievo finisce in pareggio: nulla in confronto al ritorno, quando i clivensi battono i rossoblù in una sfida decisiva e staccano di fatto il pass per la B (che il Bologna perderà poi ai playoff contro la Spal.) Primo smacco: ma due anni dopo c'è il modo e il tempo di vendicarsi. Giugno '96: se il Bologna vince al Dall'Ara contro il Chievo torna in serie A, dopo cinque lunghi anni. Partita dura, che sembra finire con pareggio a reti bianche: ma proprio alla fine, ecco il goal di Bresciani. Bologna in A. Ed i conti col Chievo che, dopo la ferita di anni prima, sembrano chiusi.

Se, come no.

Arriviamo poi al terzo millennio: precisamente al 2001, cioè alla prima storica stagione dei clivensi in serie A. Seconda giornata: Chievo-Bologna due a zero, Corradi e Cossato. Al ritorno gli restituiamo il favore, con un netto 3-1 ( sarà tra le poche sconfitte del cosiddetto "Chievo dei Miracoli"), ma alla fine la squadra di Del Neri arriva quinta, a fronte di un Bologna che, per colpa del famoso 5 maggio ( cioè della vittoria della Lazio sull'Inter), e delle contemporanee vittorie del Milan e, guarda caso, proprio del Chievo, perde il quarto posto, che vuol dire Champions, scivolando in soli novanta minuti fino al settimo, di posto, che significa Intertoto.

Auguri. 

S'inaugura così ufficialmente la maledizione del "Chievo sopra il Bologna":  con l'inizio di un ossessione corale, capace di durare fino ai giorni nostri. Nelle due successive stagioni il Chievo colleziona un settimo ed un nono posto, sempre sopra ad un Bfc da medio-bassa classifica. Nel 2005, poi, la tragedia: entrambe le squadre lottano per non retrocedere. A "Chievo" va in scena una sfida salvezza decisiva: una rete del gialloblù Mandelli, nei minuti finali, fa da anticamera per il viaggio verso gli inferi del rossoblù. C'è sempre di mezzo il Chievo, quando qualcosa non va. Manco a dirlo, i clivensi alla fine ovviamente si salveranno, arrivandoci sopra. Ancora.                             

Le due squadre si ricontrano in cadetteria, tre anni dopo: entrambe corazzate per riottenere subito la massima serie. E infatti se la contenderanno fino all'ultimo, con il Lecce, in una battaglia a tre per i primi due posti, validi per la promozione diretta. Al Dall'Ara il Chievo è asfaltato 4-0; al ritorno un pareggio a reti bianche  fa contente entrambe. Nel finale, dopo un rush conclusivo all'ultimo respiro, Chievo e Bfc conquistano la serie A; con i clivensi che, guarda caso, arrivano primi, di un punto, davanti al Bologna. Non che importi a qualcuno, in quel momento: ma a posteriori, insomma...non fa che consolidare quel maledetto trend                                

E nonostante l'approdo in massima serie, il caso-Chievo non accenna proprio a fermarsi.L'anno successivo, in serie A: ancora una partita decisiva, in chiave salvezza. 0-0 conclamato, con un Bologna a terra che s'accontenta del pari ( e che alla fine si salverà grazie al Genoa vittorioso a Torino). Ovviamente, per il secondo anno consecutivo, il Chievo ci arriva sopra di un punto: anche qui, chissenefrega ,al momento. Ma a posteriori...  Da lì in poi, cinque campionati con la stessa trama: Chievo sempre davanti al Bfc, talvolta con distacchi paurosi. L'unica eccezione? Nel 2012 ( luando doveva finire il mondo, appunto) con un Ramirez in grazia che nelle ultime giornate permette il sorpasso, col Bologna nono e il Ceo decimo, a meno due. Ma già l'anno successivo i clivensi rimettono le cose a posto, finendo a più uno, come da tradizione: è proprio in questi anni che una battuta, una gag ( o cos'altro) detta probabilmente per scherzo, dopo un bicchiere di troppo, diventa la perfetta fotografia di una tragicomica realtà                                                           

"Finiamo sempre sotto il Chievo!".

Vero

Come dargli torto.                                                        

Però, verrebbe da dire: chissenefrega. Cioè, sinceramente: ma chi se ne sbatte di quello che fa il Chievo, no? Pensiamo a noi. E invece no: poco, pochissimo alla volta, ci si rende conto che è tutto vero, cioè che il Chievo ci finisce sempre davanti e che è sempre presente nei momenti più tragici della nostra storia. L'incubo diventa realtà: alla gente non importa più nulla della posizione finale.  Basta finire sopra il Chievo.Che da lì in poi entra di diritto nelle frasi proverbiali della città: " Anche quest'anno il Chievo ci finisce davanti!", che è come quando a scuola il cretino della classe prendeva 7 e tu 6, e quindi non basta più prender la sufficienza, vuoi far meglio di quel deficiente.

T'impunti proprio.   

Ma questo ragionamento, in chiave calcistica, può esser applicabile nelle città dove ci sono più squadre a contendersi l'orgoglio cittadino. Da noi non si potrebbe, teoricamente, ma ecco il Chievo a rendere possibile l'impossibile. Già, ma appunto: perchè proprio il Chievo?        

Semplice: perchè nell'immaginario calcistico, il Ceo, è la squadretta con pochissimi mezzi ed ancor meno tifosi,  che regolarmente lo mette in quel posto alla città, cioè noi, convinti ovviamente che una bella classifica ci spetti per dgrazia divina.E quindi la cosa, alla lunga, diventa insopportabile. Fino a portare alla pazzia.  Mettici poi il fatto che la partita coi clivensi sia da sempre anche sinonimo di sbadigli e reti bianche ( neanche più quotati alla Snai) ed allora la frittata è fatta: e l'ingresso nell'immaginario sociale di una città, ancor prima che sportivo, è il passo seguente. Già ci si immagina le vecchiette del futuro, quando per commentare una tragedia in arrivo diranno "Anche quest'anno il Chievo ci finisce sopra!" senza nemmeno sapere a che si riferiscono. Perchè ormai, quelle maledette sei lettere, son troppo presenti nella scatola cranica di ogni bolognese per essere cancellate.

Maledetto Chievo.                                                                            

E comunque, per la cronaca, da quando siamo tornati in A il Ceo ci è finito regolarmente davanti ( strano eh!), perchè ovviamente la tradizione va rispettata; ma quest'anno, dopo tempo immemore, potremmo tornare noi a stare nella posizione più alta. Per la felicità di tutto il popolo bolognese: a due giornate dal termine, infatti, i clivensi rischiano la B e vengono proprio al Dall'Ara, dove troveranno un Bologna già salvo, ma che non potrà deludere ulteriormente il suo pubblico. Perchè passi perdere 7-1 col Napoli, in casa dal Crotone e via dicendo...ma non col Chievo.Di certo c'è una cosa: e cioè che il rossoblù, coi clivensi, ha un conto aperto.L'obiettivo stagionale, in assenza di ambizioni europee, è uno soltanto: finire sopra i clivensi. La gente lo brama, lo desidera. Che poi ovviamente, nel caso in cui ciò avvenga, troveranno qualcos'altro su cui recriminare, tipo che la Juve ci è finita davanti. Ma in questi campionati anonimi, del resto, devi darti qualche obiettivo "simpatico", per dare un senso al tutto: altrimenti non ti passa più. Quindi benvenga la para "Chievo", purchè non diventi isteria pura, come al solito. Che poi, a pensarci, quest'odio atavico verso la squadra clivense, non fa che descrivere appieno il vero animo del bolognese: perennemente incazzato, con tutto e tutti, sempre in cerca del classico pelo nell'uovo ( ma abbiamo anche dei difetti). Solo noi potevamo sceglierci il Chievo come nemico. Siamo unici, a pensarci. Siamo semplicemente bolognesi.  Stringiamoci forte...e vogliamoci tanto bene ( cit).