Paesone

Come definire Bologna in una sola parola? Medievale...grassa...rossa...

...dotta...

 

No,macché.

 

Un paesone.

 

Ecco cos'è Bologna.

 

Un enorme paesone travestito da città: e viceversa.

 

La prova? In giro per il centro, superate le porte, becchi chiunque. Che sia sabato sera, lunedì mattina o mercoledì pomeriggio. Ma davvero, eh.

 

Dal compagno di liceo che non vedevi da anni, (precisamente da quando ti passò il compito di matematica alla maturità, ovviamente sbagliato), all'amico perso di vista, per motivi per lo più ignoti ( o forse no...), fino alla ex storica che mai vorresti rivedere. Perché Bologna è così: un crocevia d'incontri continuo, belli o brutti che siano; con la particolarità di non poter essere evitabili.  In alcun modo. E figurati se in una domenica sera a caso, mentre torni a casa in una via Rizzoli deserta, non becchi lei: col suo nuovo tipo.

 

Matematico.

 

Garantito.

 

La vedi da lontano, e non ti serve un binocolo per riconoscerla: stessa camminata, stesso sguardo. Stesso...sì è lei. E già ti sale un groppo in gola: non la vuoi minimamente vedere; perchè sai già come andrebbe a finire. Il problema è che per prender l'autobus devi andare proprio da quella parte. Che fare dunque: tenere lo sguardo basso, fingere una chiamata al telefono, un infortunio improvviso o...cos'altro? Mentre ti arrovelli per trovare una soluzione, la distanza con la coppia s'è già troppo assottigliata: oramai è tardi.Aspetti dunque il minuto X, senza saper minimamente che fare. Una bomba pronta ad esplodere: col cuore a mille, tumtumtum, che già ti sale in gola. Macheccazzo, oh: eri solo uscito per una birra. E per un po’ di pace: e invece eccoti lì, ad un passo dal crollo.

 

Merda.

 

Quando ormai vi separano pochi metri, butti un occhio in quella direzione. Magari non guardano, riesci a farla franca. Macché, figurati: ue ciao, ue ciao. Ue. Come va?... tutto bene? Ma si dai...voi invece? Ma sì tutto bene. Frasi di circostanza, scontate, mentre cerchi di nascondere l'evidente imbarazzo: ti tremano le gambe, la voce. Stai recitando: e male, per giunta. Prendi tempo. Lei non è cambiata molto: è bellissima. Come sempre. Di un altro pianeta. E ha scelto lui: normalissimo, a primo impatto. Molto neutro. Ma che cos'ha che tu non hai? Bah: contenta lei. Strane le donne. Chi le capisce è bravo. Ma davvero.

 

Ciao eh, ci si vede. Sì certo, come no. Ci si vede: come due amici; come due vecchi conoscenti.Ci si becca in giro. Tre anni insieme, e ci si vede. Ci si vede qualche volta, un giorno o l'altro. Ma certo. L'autobus nel frattempo ti passa davanti: l'ultimo fino al mattino. Perfetto, pensi. Tanto stanotte non avresti chiuso occhio. Quindi che fare? Semplice: direzione piazza Maggiore.

 

Beccare un paki, contrattare per una birra, anzi due (rigorosamente Peroni da 66, a due, anzi no, dai amigo fammi uno, unoginguanda no meno, e dai facciamo 1 e 20, unodrenda, mmm, mmm, ok, andata), sdraiarsi nella piazza vuota e guardare il cielo. Che è pieno di stelle. Non te ne eri mai accorto prima: per un momento ti dà sollievo, ma solo per poco. Poi devi sfogarti: buttare fuori tutto quello che senti. Tiri dunque un urlo, tremendo, senza fine: e poi di nuovo in loop.Tanto la camionetta dell'esercito non è lì, al momento: ci fosse, t'internerebbe per direttissima.

 

Ma non è lì al momento.

 

E il paki, l'unico che può sentirti, preso il suo "euroedrenda", se ne frega di tutto il resto. La sua missione l'ha compiuta: tu hai fallito la tua. O almeno è quello che credi. Volevi costruire qualcosa di importante, con quella persona: già, lo volevi. Ma il destino ha voluto diversamente. Maledetto destino: non guarda in faccia a nessuno. Te lo devi mettere in testa: doveva andare così. Punto e basta.

 

Guardi ancora il cielo, sdraiato su Piazza Maggiore: e pensi che sì, doveva proprio andare in questa maniera. Finalmente l'hai capito. Ti guardi intorno: la pace che regna nella piazza ti dà improvvisa serenità...sarà la suggestione del luogo. E' finita, pensi: devo farmene una ragione. Sì, è finita. Non dovevi rivederla, no: quindi piangi.

 

Piangi, che ti fa bene.

 

Ziga mò.

 

Tanto nessuno può vederti: solo il paki. Ma se gli compri un'altra birra, un'altra ancora, non avrà visto né sentito nulla: e quindi la tua dignità sarà salva. E poi c'è Piazza Maggiore a cullarti: con San Petronio e il Nettuno a coprirti le spalle. Difficile, in effetti, trovare di meglio: puoi dormire sonni tranquilli.C'è la città, che veglia su di te.

Anzi: il paesone...