Rivoluzione e rotazione

Ad oggi, giugno 2018, il calcio emiliano-romagnolo pare in preda ad un cambiamento epocale. Quattro squadre in serie A, sì, ma anche tanti, tantissimi fallimenti di "nobili" regionali: col Modena in prima fila, il Cesena dietro e la Reggiana "new entry" dell'ultim'ora.           

Rivoluzione e rotazione: benvenuti in Emilia-Romagna.

Dove il passaggio di consegne tra nobili dell'ancen regime e nuove ed inaspettate protagoniste, per lo più provenienti dalla provincia, è ormai una realtà concreta e reale. Ma chi si ferma è perduto: perchè oramai, stupirsi di un Sassuolo stabilmente in serie A e di un Modena in bilico tra serie D ed Eccellenza, di sti tempi, non fa nemmeno più notizia.

 

Ma partiamo dall'inizio, come logica e cartine geografiche impongono: precisamente dall'Emilia Lombarda, e cioè da quella Piacenza da dove, abitualmente, vien fatto coincidere l'inizio della via Emilia.Come sta il calcio nella Primogenita? Tutto sommato non male: certo, non ai livelli degli anni '90-2000, quando il Piace veleggiava stabilmente tra serie A e B, ma insomma, considerando il buio di inizio anni Dieci, con doppia retrocessione e fallimento, dalle parti del Garilli al momento c'è da star sereni. Una risalita iniziata sei anni fa, dall'Eccellenza, poi tre anni di D (con derby con l'altra squadra locale, la Pro) ed infine l'agognato ritorno nel professionismo, due anni fa. Da allora un sesto ed un ottavo posto, con annessa partecipazione ai playoff..Il ritorno in cadetteria? Un sogno che il sodalizio piacentino, guidato da presidente e allenatore locali, si augurano avverarsi al più presto. Difficile, certo... ma non impossibile.

 

E se nella metà dell'ex Ducato tutto sommato non ci si può lamentare, nell'altra, invece, si tocca il cielo con un dito: a Parma, infatti, si è appena conclusa una strepitosa marcia trionfale,( dalla serie D alla serie A in tre stagioni, record). Una cammino incredibile, cominciato dopo il fallimento del 2015 e conclusosi nella serata di trionfale di La Spezia poche settimane fa: poi il caos-telefonate e l'inchiesta, che comunque non dovrebbe togliere la categoria conquistata. Certo, in questi anni la Dea Fortuna ha dato una grossa mano ( mettiamola così), ma che del resto ci vuole, per passare dallo stadio di Budrio a San Siro in così poco tempo.Dalle stalle alle stelle, dunque: e senza passare dal via. Con una dirigenza, made in China, che pare aver grandi progetti per il futuro.

 

E oltre l' Enza come vanno le cose? Non bene purtroppo. A Reggio Emilia infatti, dopo il danno dell'eliminazione ai playoff contro il Siena, si è aggiunta anche la beffa dell'addio di Mike Piazza, che proprio in queste ore sta trattando la cessione del club. Della serie, piove sul bagnato: specie dopo due stagioni, per così dire, dal finale amaro. Eliminati in semifinale l'anno scorso, ai quarti quest'anno ( con ladrata clamorosa): e con l'ascesa della nemica di sempre, a solo pochi kilometri, a rincarare la dose.

All'alba del suo ventesimo campionato di serie C ( auguri...) la Reggiana vive dunque l'attesa della nuova stagione in uno stato di totale incertezza: ospite nel suo stadio e in balìa degli eventi extra-calcistici.

Non che sia una novità, dalle parti del Giglio...

 

E spostandosi pochi kilometri più in là, nell'ex metà dell'altro storico Ducato regionale ( che durò dal 1452 al 1796, insomma, non proprio due giorni) non è che le cose vadan meglio: anzi.. Dopo il fallimento dell'anno scorso, infatti, il Modena ripartirà dalla serie D, per lasciarsi alle spalle la dolorosa gestione Caliendo e l'ultimo campionato da incubo, finito anzitempo ad ottobre. E se la Modena città piange, la provincia, al contrario, ride di gusto. Perchè al netto del fallimento della squadra cittadina, assente da otto mesi, vi sono due squadre della provincia, una a nord l'altra a sud della madrepatria, che da anni provvedono a mantenere alto l'orgoglio del calcio geminiano.La grande anomalìa nostrana: il vero e proprio rovesciamento di tradizioni e gerarchie ancestrali.

 

Si parla ovviamente di Carpi Sassuolo: rispettivamente a nord e sud di Modena. Con l'una in serie B e l'altra in massima serie, ormai da diversi anni. Ma partiamo dal Carpi: dopo una vita nelle serie minori, ecco lo storico approdo in cadetteria, neanche sei anni fa. Poi, dopo una stagione di transizione, il capolavoro: campionato stravinto e promozione in serie A, dove nel frattempo è arrivato da alcuni anni il Sassuolo di Squinzi, artefice di una cavalcata incredibile dalla C2 all'Europa League ( dove vince contro Stella Rossa e Bilbao, non proprio le ultime arrivate). Nella stagione 2015-2016 c'è anche spazio per lo storico derby in massima serie: ironia della sorte, un sfida della provincia modenese senza la squadra principale tra le protagoniste. Ma non solo: perchè mentre le due battagliano in serie A, il Modena è nel pieno del proprio declino, che lo porterà prima in C e poi al definitivo de profundis. Con un Sassuolo in leggera flessione, sì, ma pur sempre alle porte del suo sesto anno consecutivo in serie A: ed un Carpi che, dopo la retrocessione, veleggia comunque regolarmente in zona playoff in cadetteria.

L'avessero detto anni fa, non c'avrebbe creduto nessuno.

La provincia che surclassa la città.

Benvenuti in Emilia-Romagna.

 

Ed arriviamo al capoluogoBologna. La grassa, la rossa...la Canadese. 

Che se la passa in maniera neutra: fedele cioè agli ultimi vent'anni della sua storia. Salvezze tranquille in serie A, con brevi parentesi in serie B, ma senza mai spiccare verso altri lidi, tradotti in termini di Europa. Da tre anni il club rossoblù è in mano al canadese Joey Saputo, Re delle Mozzarelle d'Oltreoceano: il progetto, che prevede anche la realizzazione di uno stadio nuovo e una graduale crescita tecnica, ha stanziato come tempo massimo un periodo decennale. Dalle parte dei Portici aspettano fiduciosi: consci che, comunque, di sti tempi, già avere la serie A è un lusso non di poco conto.

 

Ma usciamo un attimo dalla via Emilia, per andare a Nord, a Ferrara: in una delle oasi del ribaltone degli ultimi tempi. Dalle parti degli Estensi, infatti, si vive da un pò di anni un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Il ritorno in serie B dopo 25 stagioni: il doppio salto immediato in serie A, dove la Spal mancava da mezzo secolo. Il derby vinto al Mazza contro il Bologna, cinquant'anni dopo: la salvezza, ed il secondo anno di serie A consecutivo. Dalle parti estensi si è riscritta la storia: e pensare che neanche troppo tempo fa, nel 2013, la società falliva e ripartiva dalla serie D, vedendo in bilico il proprio futuro. Storie di speranza che non potranno che far piacere, se non confortare, le tante colleghe regionali vicine al fallimento.

 

Torniamo però sulla via Emilia, entrando nella Romagna dell'entroterra: dove, tra un Castel San Pietro scomparso da sei anni da ogni radar calcistico, un Imolese che tenta annualmente l'assalto al professionismo ( con presidente Lorenzo Spagnoli, già "campione" del Cervia), ed un Forlì retrocesso dopo anni tra i Dilettanti, ma voglioso di tornare al più presto al posto di competenza, si arriva fino all'altra meta della provincia del forlivese, cioè a Cesena. Dove, dopo un decennio alla grande, passato tra serie A e serie B, la squadra locale è ora ad un passo dal fallimento, nell'aria già da qualche anno, a dirla tutta, ma stavolta più reale che mai. Con la concreta ipotesi di dover fare un inedito derby col Modena nei Dilettanti: e se una parte di Romagna piange, l'altra, quella ostile ai colori bianconeri, ride.

Perchè per un Rimini tornato finalmente nel professionismo, dopo anni di vicissitudini ( fallimento e ripartenza dall'Eccellenza), c'è anche un Ravenna che, dopo tre campionati vinti ( dopo il fallimento è ripartito addirittura dalla Promozione), si prepara oggi al secondo campionato consecutivo di serie C, che vedrà tra le altre, appunto, anche i biancorossi romagnoli con cui disputerà il derby della Riviera. 

 

C'era una volta il classico calcio emiliano romagnolo: con tante delle sue storiche protagoniste che oggi rischiano di scomparire. E non solo: soppiantate, per giunta, da realtà minori, vogliose di crearsi una loro storia. Tra ritorni inaspettati, dunque, e addii annunciati, il pallone regionale si prepara oggi a un grandissimo ribaltone: con ben quattro squadre in serie A ( record assoluto), ma molte altre protagoniste che lottano, invece, tra la vita e la morte. Tutto è ciclico, e niente muore: ma si trasforma. E ad oggi, il calcio delle nostre parti, sta subendo la più grande trasformazione di sempre...