Io, Lei e la MoBike

La vedo arrivare da lontano, e noto subito la novità.

Nella bici, intendo.

Qualcosa di strano, insolito: nel senso che sembra una di quelle di Just Eat, per il colore, sull’arancio, stile Olanda, ma una volta vicina posso appurare che di Just Eat non si tratta, e di Olanda nemmeno.

 

Quindi…cusela?

 

Mistero.

Glielo chiedo, così, quasi per curiosità: per rompere il ghiaccio. Ancora prima di salutarla. Lei risponde stupita, quasi incredula “dai, non sai cos’è?” e rimane colpita, seriamente, del fatto che io non sappia.

Ma è una MoBike!

MoBike.

Vergogna.

Non sai cos’è una MoBike.

Non so cos’è una MoBike.

Già…cos’è una MoBike? Zero: vuoto assoluto.

Cioè: non un nome nuovo, a dirla tutta. Si è sentito parecchio, anzi, in queste ultime settimane. Specie sul web, sì…ma non solo. Si è sentito un po’ dappertutto, ultimamente. MoBike: suona bene, certo. Chi ha lavorato al nome del brand ha fatto un bel lavoro: perché è proprio fico da pronunciare.

Moo-baic.

Fantastico: così dolce, così cool. Un piacere per la lingua: il nome sulla bocca di tutti. Frutto di un tamtam continuo, senza sosta. Lezione di marketing numero uno: trova un bel nome, facile e divertente. Che si pronunci bene. Che sia un piacere per il palato. Che sia fresh, giovanile.

Mobaic, appunto.

Moo-baic.

Bellissimo, già.

Ma cosa sia, stamaledetta MoBike, non riesco proprio a capirlo: ti odio MoBike. Vorrei non esistessi, serio. Ti odio con tutte le mie forze. Ma devo risolvere il mistero: o sull’argomento non avrò nulla da dire. E rimaner tagliato fuori dalla conversazione non è che sia il massimo...

 

Quindi comincio andando per esclusione: di certo, almeno per una volta, non si tratta di cibo. E nemmeno di elettrodomestici. Provo dunque a tradurre al volo, grazie alle reminiscenze d’inglese del liceo. La parola “bike” sta per bicicletta, credo. E fin qui ci siamo. Anche se i Queen, quando cantavano “bicycle race”, dicevano bycicle, e non bike.

Ma questa è un’altra storia.

Assodato dunque che bike stia per “bicicletta” ( forse), passo dunque all’analisi semiotica successiva: quel “Mo”, che potrebbe stare sia per un “Mine”, storpiato, o anche per un “ Move”, ma a ripensarci pure per un italianissimo Mondo, o Mò, dialettale.

Morale della favola: non c’ho capito un clacson, come mio solito.

Solo gran confusione mentale: il problema è che nel frattempo, attorno alla Mobike, si è formata una folla di ogni sesso/razza/età…omioddio, una MoBike? Ma è stupenda! Non avrei mai pensato di vederne una dal vivo! Tutti che scattano foto, a mò di turista "ciaina". Sembra che abbiano visto un Picasso o un Van Gogh: è invece un’odiosa, ma amabile, MoBike.

E lei che sta lì a fissarmi, come per dire

“ Dai, non ci credo.... Non sai cos’è una MoBike?”

Ma sì, certo: certo che lo so.

Dammi giusto un minuto, e lo saprò: sì Jerry, faccio la telefonata a casa.

Anzi, chiedo l’aiuto del pubblico.

Cioè, nello specifico: l’aiuto di Google.

Niente cinquanta e cinquanta, o diavolerie simili: solo Google.

Che mi darà info interessanti per la serata.

Di più: fondamentali.

 

Quindi le dico di andare a sedersi, che la raggiungo: e che devo andare un secondo in bagno. Invece via nella zona Wi-Fi, a raccogliere preziosissime info sulla fottutissima MoBike, che sarà l’argomento della serata, e non so nulla, ancora, come ad un esame in cui ti presenti senza aver studiato, e lei che smania dalla voglia di parlarne, di sta MoBike, ma non so proprio un kaiser, e quindi devo fare un corso accelerato, stile Matrix, ed aggiungere al database mentale un intero corso sulle MoBike, il tutto nel giro di 5 minuti.

Meno: due, massimo.

Con recupero di dieci secondi.

Pronto, Tank: credi di riuscire a farlo?

Nell’era di Internet sì: un gioco da ragazzi.

Per scoprire che kaiser è, una volta per tutte.

Let’s MoBike dice il titolo principale: e sotto “La perfetta soluzione al problema del primo ed ultimo km”, e poi ancora che “MoBike ti porta lontano!”, e che ci sono “Migliaia di biciclette disponibili intorno a te.”, e poi c’è un App da scaricare, quindi somma: biciclette a tempo, in vari punti della città. Poi dice che “una volta parcheggiata la bici nel parcheggio devi chiudere semplicemente il lucchetto”, ma ok, questo potevo dedurlo anche da solo, e quindi in pratica sta MoBike è un app che consente a chiunque, in diversi punti della città, di prendere una bici a noleggio, 30 cent a mezz’ora (azzo!), e ok, apposto…è fatta.

 

Una miriade di informazioni che spero di inglobare al meglio: tra l’altro, leggo, c’è anche stato il primo caso di MoBike abbandonata.

Nel fiume: povera, povera MoBike…che brutta fine.

No all’abbandono delle Mobike: sono essere senzienti, come tutti noi.

Siete proprio senza cuore: quindi, tenendo quella faccia indignata, torno da lei, convinto che quell’aria da difensore delle MoBike non le possa che far piacere. Voglio fondare un movimento civico: contro l’abbandono della MoBike.

Voglio parlare delle MoBike.

Sìsìsì: parliamo un po’ delle MoBike.

Dobbiame fare il MoPride, la giornata dell’orgoglio dei mobacchisti.

Non vedo l’ora. Ripasso mentalmente tutte le informazioni, e torna da lei, col sorriso spianato, conscio di essermi preparato a dovere: ei guys, eccomi…

volete sapere cos’è una MoBike?, quando è stata costruita la prima? chi ha avuto l’idea?, oppure volete discutere del problema ormai dilagante d’abbandono di MoBike, vera piaga dei giorni nostri?

Se avete cose da chiedere bè…chiedete pure.

Ma il cappannello di gente sembra preso da altro: son tutti lì con il telefono, con lei al centro, che tiene una sorta di comizio.

 

“E’ una App” la sento dire” che ti permette di tradurre il linguaggio dei cani…guarda che figata!” Nessuno che parla più della MoBike: che anzi, è stata abbandonata lì, al suo destino. Stile ferro vecchio.

E tutti in fissa per sta App nuova, uscita nemmeno cinque minuti fa, nel mentre che mi stavo acculturando sulle MoBike. Ma porca miseria.

Sta roba ti permette di tradurre il canesco, in pratica: e lo provano con un cane, che sta lì, in zona, e quindi lui abbaia e il cell lo traduce con voce robotica

“ Andate…tutti….affan….cu….” e somma, , via dicendo, e tutti a ridere, meno che me, che non posso dire nulla perché sui i cani non so proprio un clacson, ma so tutto sulle MoBike, e nessuno ne vuol sapere più nulla.

La storia della mia vita.

E lei mi guarda, e fa, con voce delusa “ Dai, ma sul serio non conosci quest’app?”, 

ed io

“ No, sincero...ma se mi dai due minuti saprò tutto”, e quindi torno in zona Wi-Fi ad acculturarmi su sta boiata, sperando che sia l'ultima.

Che bella serata, che si prospetta.

 

ps. nessuna MoBike è stata maltrattata in questo racconto