Un'estate in Riviera

Cosa vuol dire estate per un Bolognese? Vuol dire Riccione.

E poi Bellaria, Igea-Marina: Cattolica, Cervia, i Lidi...e via dicendo.

Vuol dire Romagna: vuole dire Riviera.

Quella striscia di terra sul mare ("mare", che parolone..) invasa ogni estate dal Capoluogo: in modo pacifico eh. Forse. Danaroso, di certo: nel senso di portare un bel po’ di fresca nelle tasche dei locali. Che ai bolognesi in arrivo affittano tutto l'affittabile.

A volte la casa, direttamente: sempre che il bulgnais non ce l'abbia già di sua proprietà.

Perchè un fine settimana, dalle parti della Romagna, nel periodo estivo te lo devi fare: altrimenti...che bolognese sei?

Curioso poi che ciò avvenga nelle zone notoriamente più ostili: quelle del cesenate, ad esempio. Dove il tifo bianconero, quello della Romagna Indipendentista, guarda forse con poca simpatia alla regolare invasione dalla Grassa: e per forza dai.

Sennò di che derby/rivalità si parla? Poi certo, c’è chi a del calcio e di tutte le sue relative beghe non frega nulla: ma questo poco importa.

Perchè se sei bolognese, o romagnolo, popolo notoriamente “sanguigno”, non potrai sfuggire a una rivalità culturale, e antropologica, ancor prima che sportiva.

Nel senso che la sfida sul campo da calcio, che si gioca durante l'anno ( raramente), non è infondo che la protesi dell’originario seme della discordia.

Quello che, per l’appunto, prende vita ogni estate sulle spiagge romagnole.

Dove i locali, a volte, guardano con sospetto agli Invasori.

Un esempio? Cesenatico, Bagno X: dalla passerella entrano quattro ragazzi bolognesi, poco più che vent’nni. Addosso il classico armamentario da mare: ed un bel telo rossoblù appresso.

Del Bfc, per l’appunto: col bagnino che lo nota, e dice che con quello non possono entrare.

“Qui quello non entra. E’ zona del Cesena questa”.

I ragazzi pensano sia uno scherzo, ma quello non scherza per niente “ Con quello non si entra”. Ed ecco dunque quattro energumeni belli tosti, dietro a lui, a fare selezione all’ingresso.

Col rossoblù in quel bagno non si entra: prendere o lasciare.

Uno dei bolognesi, una testa calda ( chiamato per questo dagli amici Testa Calda), vorrebbe attaccar briga e fare mezzogiorno di fuoco sulla sabbia bollente: ma un amico più razionale, Testa Fredda, lo ferma. “ Ho un piano” dice.

Se ne vanno dunque, facendo finta di alzare bandiera bianca: ma la notte rieccoli lì, nello stesso bagno, ormai deserto, armati di spray e pennarello indelebile.

“Cesenati figli di bolognesi in vacanza”, “Cesena merda”, e poi l’inno romagnolo storpiato, come allo stadio: e via dicendo.

Tutto il bagno e la spiaggia piene di scritte del genere: dolce, dolcissima vendetta.

Poi però, sul più bello, ecco passare un gruppo di amici, probabili soci del bagnino: che alla vista dei teppisti bulgnais all’opera, belli alterati, partono all’inseguimento.

Sono un bel po’, i romagnoli: ben più dei soli quattro bolognesi, che se la filano via con le bici, , cantando in tutta Cesenatico cori contro Cesena, la Romagna e a favore di Bologna.

Bellissimo: come essere soldati in missione speciale, nel nome della Grassa, in una terra straniera, ostile dal mare all'entroterra. Behind enemy lines.

Forza, fatevi sotto: e il giorno dopo, sul pedalò, ubriachi alle quattro di pomeriggio, rieccoli lì a rincarare la dose. Chi non salta è cesenate, e via dicendo.

Con cori persino contro il mare, accusato di far schifo e di essere tutta mucillagine: fanno un gran casino, e l’affare traballa pericolosamente, rischiando di fare la fine del Titanic: poi nel raggio marittimo s’affacciano due-tre pedalo’.

Uno è di ragazze: e i regàz dunque cominciano a mezzo provarci.

"Dai venite sul nostro pedalò dai...si sta bene qui eh...", ma poi gliene si affianca un altro, di visi noti...sì, proprio loro. Quelli della sera prima. Che li riconoscono subito.

E fan partire dunque, in men che non si dica, l'inseguimento: stavolta in acqua. 

Con la Testa Calda bulgnais che vorrebbe fermarsi e fare a pacche in mare, stile pallanuoto ma senza palla, con gli altri che però non si reggono in piedi per le troppe biore, e sanno che farebbero una magra figura: e dunque che si fa?

Ritirata onorevole anche stavolta, in attesa del momento e del luogo giusto per lo scontro finale.

La sera, a ballare in pista: ma non al Cocco, o nei locali a pagamento, ma proprio sulla spiaggia, dove si va aggratis e si rimorchia alla grande.

Testa Calda che ci prova pesante con una, che sembra starci, ma ecco che arriva il ragazzo, o giù di lì, che gli fa capire con modi bruschi che è lì con lui.

E che guarda a caso è uno del gruppo antagonista: e ti pareva.

Stavolta la rivalità calcistica c’entra poco, anche se diciamo che finisce poi sempre per tornar fuori: perché ovviamente i due, che già stanno discutendo in maniera animata, finiscono per riconoscersi, dando così il via alle danze.

In men che non si dica nel locale scoppia un bel parapiglia: gli altri tre arrivano in difesa dell’amico, ma praticamente tutto il locale è contro di loro, e senza l’arrivo tempestivo della polizia finirebbe malissimo: Testa Calda s’è fatto un mezzo occhio nero, ma in fin dei conti nulla di che, e poi per una tipa questo e altro.

Che la figura del codardo, Testa Calda, non ce la fa di fronte alla gente: i quattro comunque riescono a sfuggire all’arrivo della polìs, filando via verso la spiaggia libera, dove se la ridono di gusto: medicazione con vodka e fazzoletti, e via andare.

E arriviamo dunque all'atto conclusivo.

Coi tempi che son maturi per la sfida decisiva: che ovviamente si gioca su un campo da calcio.

E dove sennò?

Questo perché alcuni amici dei bolognesi propongono un calcetto, a sette, contro una squadra di locali: e ovviamente, figurati se non becchi i soliti.

Perché Cesenatico è proprio uno sputo, in fondo: nel senso che è piccolissima.

Sugli spalti tutte le loro tipe: e anche amici a fare il tifo, che quando gli han detto che c’erano i bolognesi dell’altra sera, apriti cielo: somma, la tensione è bella alta.

Sembra un Bologna-Cesena sotto mentite spoglie: forse più importante di quello professionistico.

Il fatto di giocare in maglia rossoblù, poi, non fa che esasperare il tutto.

Dall’altra parte tutti in bianconero: la partita è durissima, i falli si susseguono, si rischia la rissa più volte.

Tanti passanti si fermano a dare un’occhiata: passano in vantaggio i locali, poi pareggio degli ospiti, che passano pure avanti ( goal di Testa Calda, che va a fare un mezzo gesto dell’ombrello al pubblico), poi pareggio di nuovo e si va ai rigori: con Testa Calda che sbaglia, ma anche il suo diretto avversario. Rete di Testa Fredda, e dell’altro avversario pure.

Poi rete, sempre, fino all’ultima sequenza: e si ricomincia il giro, con Testa Calda che fa goal, e poi para il tiro decisivo, nel tripudio generale bolognese.

Ed è qui che il ragazzo dimostra di meritare il proprio nomignolo: perchè nvece di un Terzo Tempo rugbistico, con congratulazioni agli avversari, ne scatena uno di boxe, andando a sfottere tutto il pubblico: che ovviamente reagisce, trasformando in una far west il campo da gioco.

Devono intervenire i passanti, e ancora la polizia, di nuovo, a fermare il tutto:

“Ancora voi?” fa il Commissario, nel riconoscere i bolognesi ”Adesso basta, tornatevene a Bologna...o vi arresto tutti!”.

E va bene, fanno i ragazzi: torniamocene a casa che tanto qua abbiam già dato.

Veni, vidi, vici.

“Tanto vi becchiamo!” gli urlano gli altri, “ che quest’anno veniamo fare università a Bologna, non ci sfuggite!” “Venite, venite” urla Testa Calda “che non finisce mica qui!”

Storie di amore e di fratellanza: storie di un’estate romagnola.  

Dove tra piadine, mare, e serate... si trova sempre il modo per divertirsi...