Sere Nere

Domenica 19 agosto: comincia il campionato.

Subito derby, al Dall’Ara: di fronte il nuovo Bfc di Pippo di Inzaghi e la Spal di Leonardo Semplici. Che pochi mesi prima ha vinto in maniera rocambolesca al Mazza: in un freddo glaciale, da Siberia. Un 1-0 risicato, con quell’errore incancellabile di Mattia Destro, nel finale: per questo e più motivi bisogna rifarsi. A tutti i costi: per partire col piede giusto, e non solo. Allo stadio non c’è il pienone dell’anno scorso, ma a pochi giorni da Ferragosto pare anche legittimo: tanta gente è ancora in vacanza. Giustamente. Le presenze rasenteranno comunque le 20mila unità, con almeno tre di queste in arrivo da Ferrara: con tanti spallini anche nel settore laterale dei distinti.

E’ la prima del nuovo Bologna: che si presenta all'esordio in campionato con la sorpresa di Santander, titolare assieme a Palacio, e Danilo,  in difesa, subito titolare affianco ad Helander e Gonzales. Spal con la temibile coppia d’attacco Petagna-Antenucci: col nuovo acquisto Missiroli a centrocampo, appena preso dal Sassuolo. Squadra che, a parte questi piccoli ritocchi, non pare troppo cambiata dal campionato precedente: e che fa di questa continuità la sua forza.

Nel pre-partita cori per Inzaghi e il Ropero, mentre la società svela il numero di abbonati ( sui 13.700).

Ingresso delle squadre in campo privo di alcun accompagnamento coreografico, da ambo le parti: tutte e due le curve protestano per il mancato rinvio della prima giornata, mettendo nel mirino la Figc con eloquenti striscioni ( molteplici da parte rossoblù, uno solo da quella spallina, con scritto “Genova non mollare”). Primi dieci minuti che si giocano dunque nel silenzio più assoluto, dopo il momento di ricordo per le vittime del Ponte Morandi: i componenti delle due curve assistono alla partita in silenzio, seduti, senza emettere il minimo rumore. 

Poi al 10’ circa, mentre sul campo succede poco o niente, parte anche la partita del tifo: con entrambe le curve carichissime, che iniziano a sostenere i propri colori ed insultarsi: perché del resto “the show must go on”, e la vita deve continuare. Sfottò che erano partiti ben prima del fischio d’inizio: in particolare da parte ferrarese, a conferma di un astio storico contro il capoluogo. Che ovviamente risponde per le rime. Unico momento d’unione, nel pre-gara, con i cori pro-pompieri, atti ad avvicinare, seppur per poco, le due fazioni. Sul campo non prevale nessuna delle due: a parte una bella discesa di Dijks ed un Palacio già in palla, s’assiste ad un primo tempo per lo più privo di emozioni. Da parte spallina bene Lazzari e Kurtic, beccatissimo dai distinti per una scorrettezza a centrocampo: l'impressione complessiva è di una squadra compatta, guidata da un condottiero che sa il fatto suo.

Più passa il tempo più cresce l’intensità dei cori: con gli spallini letteralmente scatenati, con testi anche belli spinti ( “i rossoblù…appesi a testa in giù”) e bolognesi che rispondono col classico “Odio la Spal, Ferrara va a ca….”, eccetera.E sfottò ovviamente di rito su Giacomense e affiliati.

Nella ripresa parte meglio la Spal: che al 71' rompe l'equilibrio di una partita destinata alle reti bianche. Goal della domenica di Kurtic, che fa esplodere letteralmente il settore ospiti, ammutolendo al contempo il Dall’Ara. Un altro goal nel sette, ventiquattro anni dopo Zamuner: coi fantasmi di quella maledetta semifinale che tornano a rivivere.

Inzaghi corre ai ripari: dentro Nagy per uno spento Pulgar, ancora fuori forma, Falcinelli affianco a Santander e Orsolini a centrocampo, tra le note liete. La manovra però non cresce d'intensità, mentre il cronometro scorre inquietante verso il novantesimo.

Non succede praticamente nulla, tranne che negli ultimi minuti di gara: Antenucci ha l’occasione per chiuderla, ma Skorupski è bravo. Capovolgimento di fronte, praticamente all’ultimo minuto d' orologio: cross della disperazione in mezzo, svetta Helander, la palla si ferma sul palo. Finisce lì. Come al Mazza pochi mesi prima, la Spal vince di misura per 1-0, con occasionissima fallita nel finale da parte rossoblù: certo, non come il goal sbagliato da Destro, ma il concetto è quello. Biancazzurri che partono dunque alla grande vincendo il secondo derby nel giro di cinque mesi: non vincevano al Dall’Ara dal 1992, in serie A addirittura dal ’67.

Per il Bologna notte fonda: non tutto è da buttare, i tempi per una Norimberga son prematuri. Ma c’è molto da lavorare: e digerire una mazzata del genere, alla prima, non sarà per nulla facile…Finisce come cinque mesi prima: con gli spallini che urlano "Salutate la Giacomense!", stavolta al Dall'Ara, dimostrando comunque un'autoironia fuori dal comune. Ci sarà tempo per la rivincita...