Spaghetti alla bolognese

Il luogo è il ristorante di una qualsiasi città estera: che potrebbe essere Londra come Barcellona. Ma anche Liegi o Nizza. Il tempo non ben definito: ma questo non importa. Diciamo estate: quando i sogni ( e gli incubi) prendono realtà. Il protagonista è uno: anzi due. Lui bolognese, lei del luogo: rimorchiata in pieno. Come? Bè, con la sensualissima esssse: e il millantarsi petroliere.
Di certo non grazie ad un inglese pessimo. Da scuole elementari.
E somma, morale della favola: sono a cena fuori.
In questo ristorante che fa per l'appunto anche piatti italiani.
Lui dà uno sguardo distratto alla locandina all'esterno: un nome lo colpisce.
Spaghetti alla bolognaise.
Uot?
Spaghetti alla bolognaise: ma se non esistono, gli spaghetti alla bolognese. Menchemeno alla bolognaise. Va bè, pensa: facciamo finta di niente.
Ma un brivido gli corre lungo la schiena.
E sono lì, in attesa del menù, quando nel tavolo affianco il cameriere porta i piatti: spaghetti alla bolognaise, dice. Cioè spaghetti al pomodoro: che più che pomodoro pare ketchup. O mostruosità simili. Lui ha un mezzo malore: e l'arrivo del menù non migliora la situazione. Spaghetti alla bolognaise, ma non solo: lasanie, penne. Alla bolognaise. E poi l'orrore supremo: Pizza coi Tortellini.
Ai go tu de toilet, dice alla ragazza. Sta per svenire, sta male: entra in bagno e per poco non sbocca. Cos'ho appena visto, pensa: cos'ho visto?!?!
Adesso torno, sì, e le dico addio per sempre: ma dove m'ha portato?
La saudade bulgnais cresce forte più forte che mai: lo sapeva, se lo sentiva, che sul cibo avrebbe avuto problemi. Ma dai, gli dice la parte razionale della sua coscienza: non fare l'asino. Non si può mica troncare una relazione per questo: adesso torni di là e ti fai andar bene tutto. Te capè???
Va bene, pensa: vado di là, prendo una bistecca, o robe simili, e speriamo che l'agonia finisca al più presto. Eccolo quindi che torna, col sorriso stampato sul volto ( falsissimo) pronto a far buon viso a cattivissimo gioco: lei lo attende raggiante, chiedendogli perché c'ha messo così tanto.
Lui ride, nervoso, e dice che ha dovuto fare una chiamata.
Sembra di tornare alla normalità, sì: ma poi tutto precipita.
Lei dice che ha già fatto le ordinazioni, e ha voluto fargli una sorpresa: sa che è di Bologna, già, quindi ha ordinato dei piatti in suo onore.
Pochi secondi dopo arriva il cameriere: spaghetti alla bolognaise per entrambi.
Cioè due pseudo-spaghetti, cotti malissimo, con ketchup e cubetti di prosciutto: e un assaggio di pizza ai tortellini per antipasto. Diventa bianco, uno spettro: non ci prova neanche a mangiare. Un "tortellino" ( si va bè: è tutto fuorché un tortellino) lo fissa come a dire: davvero lo vuoi fare? Lo sguardo perso nel vuoto. Non dice una parola, non una: si alza e se ne va. Il suo passo diventa sempre più svelto, fino a tramutarsi in corsa: e sì, sta piangendo. Calde e amare lacrime: Spaghetti alla Bolognaise. Che incubo, tremendo. Non ce l'ha fatta: vuol tornare al più presto a Bologna. Prenderà il primo aereo, pullman o blablacar disponibile: che ci metta trenta ore o quaranta. A qualsiasi prezzo.
Il pensiero va a sua nonna, e alla faccia che farebbe a veder tali obbrobri: e a quello che direbbe, citando le sacre scritture, nel commentare tali orrori "Perdonali ( ma prima puniscili)..perché non sanno quello che fanno".
Arrivo nonna, torno a casa: prepara da magnèr, che sto arrivando.
Il peggio è passato: il sorriso è tornato sul suo volto.
Sente già l'odore di lasagne e compagnia: bolognesi però.
Non bolognaise.