L'Amzulera

L’eliminazione in Coppa Italia non deve trarre in inganno: il Mezzolara c’è, e questa anticamera di stagione l’ha ampiamente dimostrato. La vittoria contro il neo Modena, al primo turno: quella col Fiorenzuola, subito dopo. Poi la battuta di arresto in Romagna, contro la Savignanese: difficile da digerire, certo. Ma in fondo non così drammatica: perché delle tre bolognesi, per il momento, il Mezzo è parsa quella più in palla. E questo nonostante un’estate molto movimentata: dalla panchina, affidata a Romulo Togni ( già calciatore biancazzurro in passato e vice di Ferrante l’anno scorso) ai tanti visi nuovi in campo. Con la sapiente regia di Max Calzolari, factotum del club, a far da collante tra passato e futuro: con il diktat della linea verde, slogan onnipresente. Vero marchio di fabbrica del sodalizio biancazzurro.

Togni e Calzolari, il giorno della presentazione

Parlavamo dell'allenatore, per l’appunto: quel Togni appena trentaseienne, alla prima esperienza in panchina. Con un passato da centrocampista, in giro per l’Italia ( da Pescara ad Avellino) fino all’arrivo nella frazione di Budrio, un anno e mezzo fa: quindici presenze da giocatore, e poi il ritiro. O meglio: il passaggio in panchina. Dove nella stagione ’17-‘18, cioè la scorsa, diventa il vice di Christian Ferrante. Risultato? Campionato difficile, ma con lieto fine: salvezza ottenuta ai playout col Castelvetro. E la società che a fine stagione decide di promuovere il brasiliano: tra gli allenatori più giovani della categoria. Forse, dell'intero campionato.

 

 

Romulo Togni ai tempi dell'Avellino

Ma com’è cambiato, quest’estate, il resto del Mezzolara? Dell’undici titolare vincente nel playout è rimasto ben poco: a partire da Gavoci e Tommasini, autori delle reti decisive. Partiti entrambi: l’uno in direzione San Marino, l’altro di rientro alla Samp per fine prestito. E anche il portiere Celeste, in viaggio breve verso Zola. E poi Melli, al Sestri Levante. Pescatore al Lentigione: insomma, una mezza rivoluzione in uscita. Controbilanciata, comunque, dai tanti arrivi in entrata. Ovviamente giovani: da Grazhdani ( punta 25enne ex Faenza) alla coppia Dall’Osso-Lo Russo ( 23enni), i più anziani, per restare fedeli alla linea-verde. E poi tutta una sfilza di giovani promesse sotto i vent'anni: o appena a ridosso. In pieno Mezzolara style: per una rosa con un’età media complessiva di 20, 8. Sotto i 21. Con i più anziani che non superano i 25. Non c’è che dire: il Mezzo sì, a differenza dei tanti bravi solo a parole, che crede nei giovani.

Grazhdani, punta '93 ex Faenza, il più anziano del Mezzo '18-'19...

A partire dal suo mister, per l’appunto: che nella prima ufficiale ha messo in campo un inedito 4-4-1-1. Più difensivo delle tattiche ferrantiane: perché per prima cosa non bisogna prenderle. E con un avversario come il Modena davanti, insomma, meglio non esagerare: Malagoli tra i pali, Pappaianni ( capitano) e Chmangui in difesa, Rigon a centrocampo e Mezzetti in attacco, i reduci. Più la giovane ala Sala ( classe’99, di scuola Bologna) subito protagonista: goal e passaggio del turno. Ma non è finita lì: la domenica dopo, sempre allo Zecchini di Budrio. Di fronte il Fiorenzuola, quarto nello scorso campionato: ancora Sala in rete. 1-0, ancora, e passaggio del turno: poi la battuta d’arresto in Romagna, contro la Savignanese ( già vincente col Cesena nello scorso weekend) e l’addio alla Coppa, impegno onorato fino all’ultimo. Segnali positivi, comunque, da queste tre partite: con un Mezzolara giovane e incosciente, che vuol continuare a stupire. La salvezza l’obiettivo: con meno patemi dell’anno scorso, se possibile. Non sarà facile: ma il sogno può e deve continuare

Federico Sala, ala sinistra classe '99 di scuola Bologna: per lui un ottimo avvio

Perché il Mezzo è una fabbrica di favole dall’anno 2000: data dell’approdo tra i Dilettanti. Categoria mantenuta, tolta una parentesi in Eccellenza a metà duemila, per ben 15 stagioni di fila. Un record: atto a fare della piccola società budriese, per tanto tempo, la seconda squadra della città metropolitana. Con nomi eccellenti come Fabio Bazzani, a far la storia del club: che tra 2011 e 2012 ha pure disputato più volte i playoff, coltivando da vicino il salto nel professionismo. E poi il Parma dei record bloccato, due anni fa. A Budrio e pure al Tardini. Insomma, cos’altro aggiungere: quando si parla del Mezzolara, s'indica un piccolo miracolo sportivo. Espressione di un piccolissimo paesino alle porte di Budrio ( il censimento del 2009 recita un numero di poco inferiore alle duemila unità), e per questo così incredibile, nel suo complesso. Con un calendario che metterà subito il Sasso contro, nell’ormai storico derby tutto bulgnais: un appuntamento da non perdere. Ma il Mezzolara, anzi, l’Amzulera (in dialetto bolognese orientale) è nato pronto: per coltivare ancora a lungo un autentico sogno ad occhi aperti. Che oramai, da un ventennio a questa parte, non fa che regalare soddisfazioni…