Ballardini: fenomeno o flop?

Due vittorie in venti partite: una a Torino, all’esordio in panchina. La seconda in casa, col Cagliari a marzo: in mezzo 8 pareggi e 10 sconfitte. E una retrocessione inevitabile, alla fine.

Davide Ballardini e il Bologna: storia di un disastro. Macchia indelebile di un’onesta carriera: perché il Balla, a pensarci, ha fatto bene un po’ovunque. Nella Genova rossoblù, ad esempio ( dove è venerato alla stregua di un eroe). A Cagliari, pure: per quell’incredibile rimonta da cineteca. Bene dunque col rossoblù, in generale: ma non col Bologna. Causa retrocessione del 2014. Poi certo: anche i muri sanno che il Balla, in quel disastro annunciato, ebbe ben poche colpe.

Il motivo? Bè, insomma: perchè quando ti vendono Diamanti a mercato chiuso, cioè l’unico da serie A, e te lo sostituiscono con la coppia Ibson-Frieberg, è poi difficile per tutti. Anche per Guardiola: ma pure per un Rasputin, o un Mago Zurlì. Perchè quel Bologna, in caduta ormai liberissima, era davvero insalvabile: dalla società (soprattutto) alla squadra. Riflesso di chi stava ai piani alti: poi certo, i libri di storia parlano. A sedersi in panchina, in quel Bologna, c'era il signor Ballardini. Subentrato a Pioli a febbraio: che perlomeno Diamanti ce l’aveva, beato lui.

Ma questo poco cambia: perché scordarsi di quella domenica resta impossibile: Bologna-Catania, 1-2 per gli etnei. Il ritorno in B dopo sei anni: i fischi di una città intera. L’addio obbligato a fine stagione: col Balla che se ne torna a casa, affranto. Perché a Bologna, ad inizio carriera, c’aveva pure vinto un trofeo: coi Giovanissimi Nazionali. Della serie: sedotto e abbandonato.

Un anno fermo, dunque, dopo il fattaccio: poi eccolo ritornare a Palermo. Dove ha già allenato con successo otto anni prima. Perché il Balla è uno così: di quelli che chiami quando le cose van male. Anzi, che ri-chiami: tre volte il Cagliari, Palermo pure. E dulcis in fundo, pure il Genoa: nel novembre dell’anno scorso. A prendersi carico di una squadra penultima in classifica, seria candidata alla retrocessione: e portata ad un tranquillo dodicesimo posto finale, con 41 punti. Sì: due più del Bologna.

Che domenica tornerà a sfidare il suo passato: quel Davide Ballardini amato un po’ ovunque, ma non dalla città felsinea. Che pure lo lanciò, ad inizio carriera: come in quelle storie fortunate, quando si è giovani, ma impossibili nell’età adulta. Che vuoi farci, succede: per mille e più motivi, per lo più ignoti. Vai poi a capire il perché…