Che ci frega di Ronaldo?

“Arriva dal Copenaghen

Il nostro nuovo bomber”

C’è una canzone che negli ultimi giorni sta girando di cellulare in cellulare, sconvolgendo la vita bolognese di tutti i giorni: dai ritmi discotecari, da Capannina o giù di lì. Con tema principale un calciatore: proprio lui. Il Ropero. E chi sennò?

Al secolo Federico Santander, classe ’91, ex punta del Copenaghen: uno nato per essere idolo. Il tipo di calciatore che, sotto le Due Torri, si ama a prescindere. E in effetti già fenomeno mediatico, il paraguaiano, lo era diventato quest’estate in ritiro: quando alle accuse di essere diversi chili in sovrappeso, lanciate da alcuni giornali, l’Armadio aveva risposto coi fatti, mostrando un fisico pressochè perfetto, tra una corsa nei boschi e una partitella d’allenamento.

Mettici poi quel coro diventato tormentone: e allora la frittata è fatta. Che ci frega di Ronaldo, noi c’abbiamo Santander: che è un po’ la versione grottesca, bolognesizzata, di un coro che andava molto ad inizio anni duemila, a Roma, sponda giallorossa, con Totti al posto del Ropero ( e infatti l’originale è in palese romanesco, una roba del tipo “ che ce frega de..”), e il Ronaldo della nostra epoca al posto del Fenomeno.

Fenomenologia di un fenomeno mediatico: accusato di essere un pacco, ancor prima di essere visto ( perché è così che si fa no?). Sei milioni? Ma ti pare? Cos’ha mai fatto questo in carriera? Giusto tre anni in doppia cifra, in una squadra regolarmente in Champions: ma certuni sembrano proprio non capire. L’importante è criticare sempre a prescindere. E del resto anche il caso Piatek, sta lì a dimostrare che se segni, segni ovunque: ovviamente se hai la squadra che gira.

E infatti, ad onor del vero, non è che l’approccio col campionato italiano sia stato facile, per Federico: che ha dovuto un po’ prendere le misure, specie nelle prime partite, per capire come amalgamarsi coi compagni. Male con la Spal e il Frosinone, ma già con l’Inter ecco i segnali di crescita: con quel colpo di testa clamoroso che sibila di un niente fuori dalla porta di Handanovic.

Poi la partita con la Roma: la Svolta. Prestazione da sette, otto in pagella ( oh, non sbaglia un pallone che sia uno) e rete del 2-0, dopo una galoppata di chissà quanti metri. Bologna ai suoi piedi: perché oltre il goal, fa reparto da solo. Di testa non ne sbaglia una: di piede pure. Ieri la controprova: quando al terzo tentativo la insacca, con un tiro che fa tremare lo stadio, e butta giù la porta friulana. E come dice quella canzone, che sta girando di whatsapp in whatsapp, “era sovrappeso…guarda mo’ che telo…mangia tortellini…è il nostro Ropero!!!”

E chi lo ferma più questo?