E se tornasse la Funivia?

Ritorno al futuro, anzi no: ritorno al passato. Con buona pace di Marty McFly, che per ammirare l'antica Funivia, nel breve, non avrà bisogno di un salto nel tempo, ma solo di recarsi in via Porrettana, Bologna. Teatro, in via teorica, di un insperato ritorno, direttamente dal secolo scorso, e cioè del collante tra San Luca e la città, in attività per più di quarant'anni, e ferma da altrettanti. Nata nel 1931, anno della sua inaugurazione (avvenuta alla presenza di Leonardo Arpinati e Galeazzo Ciano) e chiusa nel '44 per via della guerra, salvo poi essere riaperta sei anni dopo: molto utilizzata, oltre che dai turisti, anche dalla gente dei Colli, che la usava per scendere in città. Negli anni Settanta, con l'aumento del trasporto privato, l’inizio del lento declino: la società indebitata fino al collo, il numero di passeggeri al ribasso, e il grande rifiuto dell’ATC, che non vuole accollarsi ulteriori debiti. Risultato? Il 7 novembre 1976, dopo l’ultimo giorno di servizio, la Funivia chiude, finendo per essere smantellata. Un simbolo della vecchia Bologna andatosene nel silenzio più assoluto: ma che nonostante la fulminea dipartita, tanto veloce quanto dolorosa, riuscirà ad imprimersi in maniera indelebile nell’immaginario comune. In modo tangibile ( dalla stazione a monte, abbandonata, ma ben visibile vicino al santuario, fino a quella a valle, trasformata in condominio, ma con la stessa antica struttura), e non solo: perché alzi la mano, tra i più giovani, chi non si è mai chiesto il motivo del nome di quella zona tra lo Stadio e la Croce di Casalecchio ( che dà tra l’altro il nome all’omonima gelateria), capace di suscitare curiosità e mistero nelle generazioni che non l'han vissuta. Almeno tre o quattro: forse di più. Che quei 200 metri di dislivello, tra Bologna e il suo Santuario, li han sempre e solo riempiti con la fantasia, o al massimo coi portici: certo mai con un collegamento sospeso nel cielo. Nemmeno nei sogni più reconditi: eppure, all'anno di grazia 2018, la funivia potrebbe effettivamente tornare al suo posto, dopo più di quarant'anni. Per favorire i tanti turisti vogliosi di Basilica, ma non solo: anche, e soprattutto, per far rivivere la Bologna di una volta a chi mai ha potuto, per motivi anagrafici. Con un’idea, nel complesso, talmente romantica e favolistica da superare di gran lunga l'anacronismo di ritorno. Torna da noi, dunque, cara Funivia. Che pur non conoscendoti, se non per fama e leggenda, ci eri tanto mancata. Torna al tuo posto di competenza. Torna a casa: Bologna e i bolognesi ti aspettano a braccia aperte.