Pioggia di Novembre

"Tutti hanno bisogno di qualcosa", cantavano i Guns' N Roses nella loro "November Rain", e a questo Bologna cosa serve nello specifico?

Innanzitutto uno stadio coperto, per far sì che nel 2018 il proprio pubblico non debba soffrire la pioggia e poi cos'altro? Mistero, ma partiamo dall'inizio, e cioè da una Bologna-Atalanta stranamente alle 18 di domenica, capace di promettere fuoco e fiamme sul campo, ma anche sugli spalti, dove dopo dieci anni di assenza tornavano i famosi ultras atalantini, considerati dagli addetti ai lavori tra i migliori nello Stivale.

E sul campo? Un' Atalanta in ripresa dopo l'avvio choc, causato dall'eliminazione europea, con sei partite senza vittorie tra settembre e ottobre, poi il ritorno di Ilicic e le due vittorie di fila con Chievo e Parma. Squadra che vince non si cambia, e dunque Gasperini arriva sotto le Due Torri con lo stesso undici della domenica precedente, 3-4-1-2 con Gomez dietro la coppia Ilicic-Barrow, e il Bologna? Inzaghi torna all'amato 3-5-2 dopo la parentesi di Reggio, con Mbaye-Krejci sugli esterni, Pulgar-Dzemaili-Svanberg a centrocampo, e la confermatissima coppia Santander-Palacio davanti.

Dopo una sconfitta e due pareggi il rossoblù vuol tornare a vincere, e in avvio di partita la dimostra: palla in area atalantina, Santander versione assist-man e Mbaye che la mette dentro, segnando per la seconda domenica di fila. Di certo c'è che il senegalese dovrebbe giocare in attacco (anche perchè dietro non è che sia proprio sicurissimo), ma a questo ci penserà poi chi di competenza; la partita comunque è nel complesso piacevole, con le due squadre che si affrontano a viso aperto creando occasioni da una parte e dall'altra, ed un Ilicic beccatissimo dal pubblico di casa ( che certo non ha scordato il "pacco" del 2015) ogni volta che sbaglia.

Anche sugli spalti è una bella sfida, con gli ospiti che fan sentire la loro presenza fin dal pre-gara, "salutando" il pubblico casalingo alla loro maniera ("Bolognese cane bastardo") e i casalinghi che rispondo per le rime, con uno striscione eloquente ("Bentornati Ultras...Bergamo Merda!) dalla doppia di funzione di omaggio-scherno per una grande, grandissima tifoseria, che complice tdt e divieti vari mancava al Dall'Ara dal lontano 2008.

Il primo tempo si conclude dunque col Bologna in vantaggio, ma è un illusione: nell'intervallo il Gasp azzecca il cambio giusto, cioè Zapata per Barrow, e i risultati si vedono. Mancini la pareggia, viene giù una fitta pioggerellina, e della serie "piove sul bagnato" ecco il neo-entrato Zapata, ancora a secco di reti in campionato, che giustamente dove altra poteva sbloccarsi se non al Dall'Ara? La retroguardia ha poi evidenti responsabiliità nell'accaduto, ma dare la colpa a questo o quello sarebbe poi inutile, perchè i fatti sono che Skorupski vien trafitto, e mettere in croce chichessia non servirebbe certo a riaddrizzare la partita. 

L'Atalanta dunque la rimonta, rovinando i piani di Inzaghi, che per la disperazione butta dentro Destro (!), anche se la più grande occasione c'è l'avrà all'ultimissimo il solito Palacio, bloccato da un eroico Berisha. Il terzo 2-2 di fila rimane un'illusione.

Finisce così, col settore ospite in festa ( incontenibile), la pioggia che si fa sempre più fitta e un Bologna quart'ultimo con nove punti dopo undici giornate, per una sensazione generale di malessere che, anche visto che l'odioso lunedì mattina alle porte, non fa che crescere...