Cronache dell'ultimo giorno di mercato

Bologna-Milano, andata e ritorno: c'è la chiusura del mercato da raccontare.

O meglio: le ultime ore.

Giusto una toccata e fuga, alla ricerca dello scoop.

Scoop? Ma sì: la bomba finale.

Del Bologna, si spera; che ne segue diversi: da Basta a Cigarini.

Fino a Candreva e Tonelli. E non solo; perché Edera e Lyanco non bastano.

Non possono bastare.

Queste le premesse che fan da contorno all'arrivo al Da Vinci Hotel: nella parte più periferica di Milano, tra Bovisa e Quarto Oggiaro.

Già in odore di Sesto San Giovanni: in mezzo al nulla.

Meglio il Melià, quello del mercato estivo: relativamente in centro.

Per carità, non che questo sia una catapecchia: ma nel complesso meglio l'altro.

E poi qui regna un indecisione di fondo: fuori ci son tre stelle.

Dentro quattro: o una è caduta, o qualcosa non torna.

Si arriva comunque che son già le 16 inoltrate: perlomeno a Milano non c'è la fastidiosissima neve, ma fa comunque freddo, freddissimo.

Dentro ci si scalda: fin troppo.

La sala riservata ai giornali e alle testate è una sauna: un enorme redazione in perenne movimento.

Notizia freschissima: nell'hotel non ci sono i dirigenti del Bologna.

Altra notizia: a meno di sorprese dell'ultimo minuto, la società rossoblù non farà nulla. N-u-l-l-a.

Forse in uscita: ma Falcinelli chi se lo piglia, con quell'ingaggio?

Morale della favola: tocca concentrarsi sulle altre.

Nel senso delle rivali, molto attive, e del gentil sesso.

Che abbonda. Si potrebbe scrivere un intero manuale, sul rapporto tra le donne e il calcio: o meglio, sulle donne che vorrebbero entrare nel mondo del calcio.

Ma questo non è il momento. Né il luogo. Ma ci sarà occasione. Promesso.

Dicevamo piuttosto: come filano le ultime ore? Lente: nel senso che succede poco e niente.

Cominciano piuttosto ad affiorare i personaggi del mondo televisivo: da Luca Marchetti a Gianluca Di Marzio, coppia inossidabile di Sky Sport, poi quelli Mediaset, con in testa il mitico Carlo Pellegatti, voce storica del Milan.

Quello del "PippoMio!", per intenderci.

Sono loro, il vero spettacolo: professionisti del mestiere. Creatori di suspance.

Spesso da materiale pressochè inesistente.

Perché il nulla assoluto è quello che avviene: le grandi squadre han già fatto quello che dovevan fare. Milan in primis (Piotek); nessun colpo last minute per la Juve, idem per l'Inter.

Tutti si aspettano la bomba, ma invano.

L'accendiamo? No: spegniamola.

Si muovono solo le province dell'impero: quelle in lotta per non retrocedere.

Empoli e Cagliari scatenate (va bè, per dire). Pajac (che si legge proprio "paiàz")e Farìas (ex obiettivo del Bologna) in Toscana, il trio Pellegrini, Thereau e Cacciatore (…) in Sardegna; Giaccherini rimane al Chievo, Ciofani al Frosinone. L'Udinese si piglia Sandro, la Lazio Romulo.

Il Bologna? Niente, come detto: anche Basta, Dusan, dice "Basta!", nel senso di rifiutare al trasferimento; meglio, secondo lui, fare il panchinaro nella squadra biancoceleste. Passa Massimo Taibi, ex portierone noto a tutti: ora fa il diesse della Reggina.

E a proposito di diesse: SportItalia annuncia in diretta che Sabatini a giugno andrà a Bologna. Walter, non Claudio.

Ma vatti a fidare di Criscitiello: e del suo odio atavico per Bigon.

Poi cos'altro? La chiusura vera e propria, con conto alla rovescia in stile Capodanno. Con la speranza di vedere un dirigente del Bologna di corsa, col contratto di un nuovo acquisto in mano, che annuncia trionfante il nuovo arrivo. E invece niente.

La perfetta metafora della vita.

 

Stefano Brunetti