疾病可以通過命運來治療

Che all'incirca si traduce come "le malattie possono curarsi, il destino no".

Era quindi destino che Sinisa Mihajlovic riesordisse contro la sua Inter, era destino beccare la squadra di Spalletti nel suo momento peggiore, era destino vincere con goal di Santander di testa, contro una squadra coi cognomi cinesi, con un Naingolann irriconoscibile e Ranocchia schierato nel finale come attaccante.

Il tutto nei giorni del Capodanno orientale.

Una domenica talmente assurda da risultare quasi scontata: la legge del cambio allenatore che continua a farsi valere (povero Pippo...), i fischi del pubblico di San Siro e la rottura di un tabù durato anche troppo a lungo.

Vincere a Milano non è mai stato così facile, per giunta in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente; cosa significa questo? Tutto e niente. Guai a esultare e fare caroselli: abbiamo vinto sì in casa della terza, ma a condizioni difficilmente ripetibili. Certo, la fortuna aiuta gli audaci, ma prima di tirare un sospiro di sollievo vero e proprio dovremo vincere contro Cagliari e Genoa: dimostrando, allora sì, di essere rientrati in carreggiata. Questo è solo l'inizio: solo un indizio.

Poi certo, il destino esiste: basta solo interpretarne i segni.

Buon capodanno cinese a tutti.