Eppur si Nisa

Corsi e ricorsi rossoblu: dieci anni fa, di sti tempi, il Bologna vinceva per 1-0 a Bergamo, seconda ed ultima vittoria in trasferta del primo Sinisa Mihajlovic, con un goal guarda caso su calcio da fermo (siglato da Sergio Volpi), il lampo finale prima del lento declino.

Ora, sappiamo tutti che la storia è ciclica e si ripete due volte, ma lasciando da parte opinioni più o meno condivisibili (e quantomeno contestabili) stando all'oggi, cioè al day after di un successo imprevisto (ma non impossibile), dove iniziano e dove finiscono i meriti del tecnico serbo, nell'agognato ritorno alla vittoria?

Perché se da un lato è evidente che in quattro giorni non si possa cambiar molto (in un senso o nell'altro), dall'altra parte c'è anche da dire che Sinisa Mihajlovic è arrivato qui con le sue ferree convinzioni, subito tradotte sul campo, che certo non possono che aver fatto bene ai giocatori, e cioè:

 

-Mbaye è titolare

-Destro è fortissimo, deve solo ritrovarsi

-Pulgar calcia benissimo da fermo (il goal su calcio d'angolo parte da un cross del cileno)

-Lyanco fa delle cazzate (cit.) ma è titolare

-I giocatori son liberi di fare quello che dico io (massima assoluta)

 

E quindi, in sintesi, se dalla partita dell'ultimo Inzaghi col Frosinone è rimasto intatto il modulo (il migliore per questa squadra, cosa che Pippo ha capito forse troppo tardi), sono cambiati invece gli interpreti, specie in difesa, dove Lyanco è partito titolare di fianco a Danilo, giocando una buona partita fino all'uscita, e sulle fasce, dove Dijks finalmente non ha fatto rimpiangere Masina, con Mbaye, dopo un inizio difficile, capace di prendere le misure ai colleghi interisti.

Poi cos'altro? Nulla a centrocampo (dove a quanto pare la coppia Poli-Pulgar continua a convincere gli allenatori su Donsah-Svanberg), nulla in fondo neanche in attacco, dove causa infortunio di Sansone, Orsolini è partito titolare (guadagnandosi comunque la pagnotta)

Nella ripresa i cambi, gente che non si vedeva da una vita: Krejci, parso fuori forma, Gonzalez, impeccabile dietro, e Destro, che nel poco in campo ha comunque mostrato segni di crescita. Ora, ribadiamo, la strada è lunga e come detto anche da Sinisa, se non si vincerà col Genoa, si sarà punto e a capo, quindi guai ai caroselli. Ma il futuro, adesso, fa meno paura: e sì, l'altra volta dopo un ottimo avvio non finì bene, ma il fatto che la storia si ripeta due volte è poi tutto da dimostrare, e Sinisa, in fondo, pare qui proprio per smentirlo.