Sono andato a mangiare argentino, e....

Forse non lo sapete (o forse sì, e in questo caso repetita iuvant) ma a Casalecchio di Reno c’è un piccolissimo chioschetto/locale/negozio di empanadas argentine, dal nome completo ed esatto di Chimi Churri, che è poi il nome di una salsa tipica del basso Sudamerica (Argentina ed Uruguay), che vien servita proprio d’accompagnamento alle gustose “empanate”.

Che??? Fagottini di pasta ripieni, d’origine spagnola (che a loro volta pare la presero dagli arabi) e poi successivamente sudamericana, oggi vanto della cucina rioplatense ed in particolare argentina, tradizionalmente, ci spiegano, servite alle jaranas criollas, ovvero alle feste creole, non semplici momenti festivi, ma anche incontri musicali in accompagnamento alla tradizionale grigliata di carne, l'asado.

Qua però di asini non c’è l’ombra (brisa fer l’esen): si magnano solo emapanadas, che costano 2 euro e mezzo l’una e sono riempite nei più svariati modi: i nomi sono in spagnolo, a volte si capiscono e a volte no. Per dire, atun è tonno, ma logarizo? (o qualcosa del genere…).

Serve dunque l’aiuto della guida, che spiega gentilmente i mille modi in cui si declinano le empanadas: ma la figura di emme è dietro l’angolo. Non capendo che empanadas era il nome per indicare tutta la tipologia, e non un singolo (gli altri, di nomi, specificavano con cos’era ripieno), c’è dunque un esordio del sottoscritto da dimenticare, una roba del tipo “sì, io prendo una empanada e un logarizo”, con la guida che spiega come a un bambino piccolo “no ma guarda che son tode empanade, tode” Perfetto.

Comunque c’è il menù, 3 empanadas e un bicchiere di vino (rigorosamente sudamericano), 9 euro e mezzo, oppure birra sempre del sud sudamerica (c’è anche quella uruguaiana, che il proprietario ci dice tenere sempre pronta per Diego Perez, che passa spesso da quelle parti), un euro in meno invece con bibita (no grazie).

Il sottoscritto sceglie salsiccia piccante, spinaci e formaggio, e in conclusione cipolle ed altre verdure tritate, che ci dicono essere la vera specialità. Non c’è che dire: buonissime tutte, la sensazione di sazietà arriva in un battibaleno.

Empanadas: ma quant’è bello da pronunciare?

E-m-p-a-n-a-d-a-s.

C’è anche tempo per un dolcino finale, sempre tipico, buono, fatto con le mandorle, e non si sa cos’altro; nel frattempo c’è l’occasione per due chiacchere coi proprietari, essendo il locale piccolo e attaccato al bancone. Il sottoscritto si lancia nella classica parentesi socio-storica, a suon di “fratelli argentini!”, essendo di fatto l’Argentina la nazione a maggior di tasso d’italianità dopo il nostro paese (forse anche di più), capace di creare un legame fortissimo tra le due terre nonostante i tanti kilometri di distanza; eppure in Italia di argentini non se ne vedono tantissimi, perché?

Bella domanda: si sta mica in bene dall’altra parte dell’Oceano, ci dicono. Ma andarsene è dura lo stesso: per mille e più motivi. Ci vuole coraggio: quello che loro, una ventina d’anni fa, hanno avuto. Perché là, avere un lavoro, è un sogno. Le lauree son cartastraccia: finisci a fare il tassista, se ti va bene. Con tutto il rispetto per la categoria. Le cose non miglioreranno mai, conclude. Senza speranza. Meglio in Italia: molto meglio. Chi lo sa, se avevano ascendenti di queste parti: c’è un cinquanta percento di possibilità. Di certo, c’è che per un attimo pare di camminare per le strade di Buenos Aires, assaporando i sapori locali, col pallone da calcio onnipresente.

La domanda seguente è dunque obbligata: Boca o River? Nessuna delle due dice: e non si capisce se non segue il calcio (praticamente impossibile, per un argentino), o tifa tipo il San Lorenzo o un’altra della capitale. La moglie, comunque, è pazza del River, e ha ovviamente gioito non poco per la vittoria del derby nella Libertadores.

Che spettacolo l’Argentina: che spettacolo il mondo. Anche se si è a Casalecchio, in una finestra spazio-temporale con apertura su un altro continente; la promessa, comunque, è quella di tornarci. Al Churri-Chimmi, s’intende. A mangiare le empanadas: consigliate se volete mangiare al volo spendendo poco, con un tocco di argentinità. Che prima o poi, il sottoscritto, spera di visitare dal vivo. Anche per capire qualcosa in più sui nostri avi: e quindi, su noi stessi...