Imola, il sogno continua

Se il capoluogo piange, la provincia ride: ad Imola, la seconda città per estensione ed abitanti targata BO, si vive un sogno ad occhi aperti. Quarti in serie C (girone B), in piena corsa per i playoff, con una squadra che vince e diverte: se non è il miglior anno della storia, per il sodalizio rossoblù, poco ci manca. Per capire i segreti del miracolo Imolese abbiamo sentito in esclusiva un suo grande tifoso, Roberto Amorati, che da 35 anni segue le sorti della squadra.

Roberto, sulle rive del Santerno si sta facendo la storia: quali i motivi di un tale successo?

Il segreto è la continuità: è rimasto lo zoccolo duro della serie D (Carraro, Belcastro, Checchi, Boccardi, Rossi, Valentini), c’è un progetto societario che dura da ormai sette anni (con a capo Lorenzo Spagnoli, ex giocatore del Cervia di Ciccio Graziani) ed in generale una dirigenza giovane e competente, ambiziosa, che ha fatto gli acquisti giusti e soprattutto la scelta perfetta per quel che riguarda l’allenatore (Alessio Dionisi, ex Fiorenzuola, nemmeno 40enne).

Parlaci un po’ del mister

Gioca col 4-3-1-2, col trequartista dietro le due punte, che di solito ruota, col compito di rientrare anche in fase difensiva: in generale, pochi tocchi e gioco veloce, insomma, ci si diverte. Quest’anno in tanti avversari ci hanno fatto i complimenti.

Chi è il leader della squadra?

Direi assolutamente Federico Carraro, il metronomo e trascinatore, dotato di grande tecnica, tra l’altro ex della Primavera della Fiorentina. In generale comunque si parla di un mix perfetto tra tecnica e fame agonistica, c’è una squadra e un allenatore giovane, coadiuvati perfettamente da una società che in sede di mercato ha sbagliato poco o nulla.

Capitolo società: il progetto non si ferma all’aspetto tecnico, c’è anche un progetto di stadio

Sì, Lorenzo Spagnoli è al settimo anno di presidenza e vuole fare le cose in grande; ha già portato la squadra dall’Eccellenza alla serie C, ed ora vuol curare anche l’aspetto extra-sportivo: ha investito nella struttura del centro Bacchilega costruendo un ristorante, uffici, spogliatoi e campi sintetici; c’è anche il progetto per lo stadio, per farlo di proprietà sempre al centro Bacchilega, sperando che la città lo permetta. L’attuale impianto del Galli è bello, ma per motivi di permessi storici non può essere ampliato.

Tornando invece al lato puramente calcistico: l’obiettivo della B adesso è esplicito?

La squadra è stata costruita per la salvezza, obiettivo praticamente già raggiunto: è ovvio che a due punti dal secondo posto certi pensieri li fai, ma per prima cosa bisogna pensare ad assestarsi in C. La società sta bene economicamente, ci sono degli sponsor importanti, prima di tutto però viene il mantenimento della categoria, poi si vedrà.

Come si vive in città questo sogno ad occhi aperti?

Finalmente, dopo anni, c’è un progetto serio che riguarda la Imola calcistica: i fallimenti e le delusioni degli ultimi vent’anni avevano allontanato diverse generazioni, ma adesso, poco alla volta, si sta riaccendendo la miccia. Speriamo che la gente torni allo stadio, il trend è buono: gli abbonamenti sono triplicati, i giovani cominciano a riavvicinarsi.

Imola terra di confine, il Santerno come linea immaginaria tra Bologna e la Romagna: in città, per questo, ci si sente più felsinei, romagnoli, o semplicemente imolesi?

Imolesi e basta: io tifo anche Bologna, in città son presenti anche diversi gruppi, che si dividono a metà con quelli del Cesena. In città comunque va fortissimo anche il basket: dopo i due fallimenti dell’Imolese e la salita in A1 dell’Andrea Costa a fine anni Novanta la palla a spicchi si è fortemente radicata.

L’Andrea Costa adesso è in A2, l’Imolese in serie C: entrambe comunque nel professionismo nei relativi sport. Un’idea di polisportiva è possibile?

Mi sa di no, da questo punto di vista non ci sono ancora le condizioni; la società di Spagnoli ha un legame più stretto col calcio a 5. Hanno entrambe lo stesso sponsor tecnico, e pure gli stessi colori sociali.

Che sono poi anche quelli del Bologna. Com’è il legame col capoluogo?

Pochi rapporti, solo qualcosina a livello giovanile. Piazza, l’attuale responsabile delle giovanili, viene dall’Imolese.

Torniamo al campionato: la prossima giornata mette in calendario un derby

Sì, quello col Rimini al Romeo Neri (l’anno scorso grande rivale in serie D). Saremo ovviamente presenti, anche perché assieme a quello col Ravenna quest’anno è il match più sentito, a di là della classifica. Vogliamo continuare a sognare e vivere questo miracolo. Forza Imolese (e forza Bologna!).