Dalla Scandinavia ai Caraibi, con Bologna nel cuore: la storia di Samuele

Dal freddo della Norvegia al caldo della Repubblica Dominicana, senza passare dal via. Non c’è che dire: a Samuele Palmieri (24) bolognese di zona Fossolo, le nuove sfide non spaventano affatto.

Sam, allora: partiamo dall’inizio

L’anno scorso ho fatto l’Erasmus in Belgio (a Liegi), un’esperienza che mi ha dato tanto, confermandomi la bellezza di viaggiare e vedere nuovi posti. Così, una volta presa la laurea, ho deciso di ripartire: mi sembrava il momento più opportuno, cadendo tra la fine dell’università e l’inizio del lavoro.

Prima tappa la Norvegia

Era da un po’ che avevo in testa di andarci; tramite il sito WorkAway ho trovato il contatto giusto, situato in una valle a nord vicino a Storslett. Avevo vitto e alloggio pagati, in cambio dovevo tenere dietro alla casa (assieme a una ragazza tedesca). Tra le altre cose, ho pitturato le pareti e accudito i cani: sono stato lì un mese. Poi la mia collega è andata via, da solo era diventato pesante, così ho deciso di cambiare aria pure io: tramite un giro infinito di contatti, conclusosi con l’aiuto fondamentale di una ragazza bolognese, sono riuscito a stabilirmi a Tromso, presso una famiglia italiana.

Pregi e difetti dell’esperienza?

In valle erano tutti molto alla mano, ci si riusciva a intendere nonostante le barriere linguistiche; siamo andati anche a cacciare alci. In città ho frequentato più Erasmus, di tutte le parti, e pochi locali: che tra parentesi, son parecchio freddini. Sicuramente, comunque, uno dei pregi principali è l’aspetto paesaggistico, davvero incredibile: uno scenario da cartolina. Il rovescio della medaglia è il buio perenne: ho iniziato con 5 ore di luce, ho finito con 3.

Due curiosità personali: la prima è il cibo. Cosa si mangia in Norvegia?

Salmone, alce, renna. Ma devo dirti che in quell’esperienza (poi confermata anche dalle successive), ho capito una volta per tutte la superiorità della cucina italiana. Nel senso che ho visto le proverbiali "cose che voi umani non potete immaginare”: fusilli chiamati “maccheroni” e via dicendo. Insomma, da questo punto di vista, male male; non sai quanto mi è mancata la pizza. E i tortellini.

Sarebbe poi strano il contrario. Per l’altra cosa, comunque, avrai già capito a cosa accenniamo…

Per gli amanti delle bionde, questo è il paradiso. Ma se sei un filo-more, è meglio se vai da un’altra parte…

In Repubblica Dominicana, ad esempio

Dopo i due mesi in Norvegia son tornato a Bologna per le vacanze di Natale. Poi, a Capodanno, sono ripartito: direzione Santa Barbara di Samanà.

Volo diretto da Bologna?

Nein, da Francoforte: proprio il giorno di Capodanno. Tra l’altro, avendo l’aereo all’alba, l’ho passato per le vie del centro con degli indiani conosciuti in aeroporto.

E poi l’arrivo ai Caraibi

Girare in bermuda ed infradito a gennaio, un sogno!

Sei lì ormai da due mesi, quindi insomma, puoi già fare un primo confronto con la Norvegia…

Tutto un altro mondo, come puoi immaginare. Sto facendo un tirocinio un po' inconcludente, ma nel complesso me la passo: certo, le cose da fare non mancano. La sera lavoro in un ristorante, come aiuto-cuoco. Non pagano granchè, ma qua la vita costa davvero poco. Ah, e sto imparando qualcosa di spagnolo.

Bueno. E la gente lì com’è?

Anche qua sto a contatto con persone di tutto il mondo. Tedeschi, svizzeri, una ragazza della Nuova Zelanda ed una italo-tedesca, che comunque da come mangia gli spaghetti (tagliati e presi con forchetta e cucchiaio) mi sembra fin troppo crucca. I locali comunque sono molto espansivi: un popolo spagnoleggiante, simpatico, che ti inchioda sempre per chiederti se vuoi fare qualcosa. Hola amigo, che si fa?

Come prima: capitolo cibo e…

E’ una cucina molto povera, mangiano riso principalmente, con pollo e fagioli. Nel ristorante dove lavoro ci sono degli italiani (li trovi dappertutto!) quindi a volte mi capita di mangiare decentemente, anche se la vera pasta è un lontano ricordo. Per l’altro aspetto bè…qui, come potrai immaginare, sono principalmente sul mulatto-esotico. E se non piacciono, bè, aspettate di vederle ballare!

Ti crediamo sulla parola. Ma passiamo ora alle domande esistenziali: perché hai voluto fare un’esperienza fuori da Bologna?

Perché l’Erasmus, come ti ho detto prima, mi ha aperto un mondo. Sono convinto che Bologna sarà la città della mia vita, ma per l’età che ho volevo fare un’esperienza fuori; il mondo è un posto così grande, e così vario, che merita di essere visto. 

Quale sarà la prima cosa che farai al tuo ritorno?

Faccio uno scalo in Belgio, a trovare Liegi i miei vecchi amici di Erasmus; poi ad Amsterdam, per il mio compleanno. Al ritorno vero e proprio, a Bologna, voglio uscire con la balotta, andare a bermi una birra in centro. E magari, se c’è bel tempo, andare ai Gardens.

Credi che tornerai diverso?

Sicuramente viaggiare ti cambia, ma in positivo: torni con una percezione diversa, più matura. Ho fatto tantissime cose in questi mesi: a caccia di alci, a vedere le balene, il bagno notturno coi plancton blu che illuminano la nottata. Devastante.

All’estero, ti sei pensato più bolognese o italiano?

Innanzitutto posso garantire che tutti conoscono Bologna: tutti. Principalmente per il ragù, che qua chiamano “salsa bolognese”. Poi tortellini, lasagne, e via dicendo. Sono allibiti, per quante cose abbiamo. Ovviamente conoscono anche i brand dei motori. Siamo famosi. Comunque, tornando alla domanda originaria, sono stato a contatto con tanti italiani in questi mesi, delle più disparate regioni: quindi, in fin dei conti, son ovviamente finito per pensarmi più bolognese.

Cosa porteresti a Bologna di quello che hai visto?

L’aurora boreale e il mare caraibico.

E di questi posti in cui sei stato, ne hai incontrato uno in cui ti fermeresti a vivere?

No, ma più che altro perché non ce l’avevo come obiettivo. Ho scelte due mete che come caratteristiche sono gli antipodi: freddo e caldo, paesaggi mistici. L’obiettivo era fare un periodo con scadenza predeterminata. Ed è quello che sto facendo.

Allora, caro Sam, ti aspettiamo a fine marzo a Bologna

Assolutamente! Un saluto a tutte le Due Torri, ai miei amici e ai lettori di Mondo!