Un altro serbo sotto le Due Torri?

Aggiungi un posto tavola: dopo il ritorno di Sinisa Mihajlovic, le Due Torri si preparano allo sbarco di un suo connazionale, destinato alla panchina della Virtus.

E come nel caso di Sinisa, anche in quello di Aleksander Djordjevic si tratterebbe di un ritorno: sull'altra sponda, però; ma del resto, per Aleksander, la questione stracittadina non è certo nuova: belgradese doc, figlio d’arte (il padre Bratislav fu allenatore di fama continentale), di scuola Stella Rossa all’inizio e Partizan poi, fu simbolo da giocatore del sodalizio bianconero, con cui si fece conoscere in tutta Europa. Sbarcato in Italia, prima a Milano poi, come detto, nella Bologna Biancoblu, fece infine una breve apparizione in Nba ( Portland, nel 1996), prima dell’approdo in Spagna, dove nel lustro ’97-2002, si divide tra Real e Barcellona, dimostrando una certa nonchalance nel passare da una rivale all’altra.

Scherzi a parte, è di nuovo in Italia a metà anni duemila, prima a Pesaro e poi a Milano, dove assisto dal vivo, sul parquet, allo scudetto Fortitudo vinto all’istant replay; l’anno dopo passa in panchina, dove inizia ad allenare proprio l’Olimpia. E’ poi a Treviso ed infine sulla panchina della sua nazionale, quella serba, proprio nel momento in cui quella calcistica è allenata da Sinisa: certo va meglio a Djodjevic, che a capo di una delle nazionale più competitive (a differenza di quella pallonara) conduce i suoi a due argenti, quello del Mondiale 2014 e due anni dopo all’Olimpiade, sempre dietro gli inarrivabili Usa. L’esperienza in nazionale, comunque, lo consacra pure come allenatore: nel 2016 è ad Atene, sponda biancoverde (Panathinaikos) dove vince la Coppa Nazionale, impresa ripetuta l’anno successivo in Germania sulla panchina del Bayer Monaco. Poi, dopo l’addio alla panchina dei bavaresi, la chiamata della Virtus, ad alzare a “due” il numero di allenatori serbi sotto le Due Torri.

Non c’è niente da fare, sotto le Due Torri è il momento dei ritorni: di Sinisa, Djordjevic, quest’ultimo su un’altra sponda rispetto a quello originaria (che sempre Bologna rimane) e di Delfino, per concludere cerchio, in Fortitudo. Ecco, a proposito della Effe Scudata: a questo punto ci manca solo il ritorno di Repesa, croato doc, e il quadro sarebbe completo. Sì: per far scoppiare la guerra in città…